CALCOLO DEL RATING DI AFFIDABILITA' BANCARIA


Gli imprenditori non possono oggi presentarsi alle banche con informazioni vaghe, ipotesi non verificate, non conoscenza degli aspetti valutativi e pertanto con discutibile immagine di capacità imprenditoriale. Imparare a leggere il proprio bilancio e a valutare autonomamente la propria affidabilità attraverso l’analisi dei parametri di rischio, è dunque responsabilità di tutte le aziende che fanno ricorso al credito. Infatti, il livello di rating attribuito dalle banche alla propria clientela influenza in modo sensibile il costo del denaro e l’ammontare di credito disponibile per ogni azienda.


E’ importante quindi che l’impresa sia in possesso dei medesimi strumenti di analisi utilizzati da chi la giudica dall’esterno, per essere in grado di individuare in anticipo i potenziali punti di debolezza e di forza che caratterizzano le variabili aziendali critiche o di maggior affidabilità.


Il rating aziendale deve essere dunque visto come uno strumento informativo gestionale che consente all’impresa di effettuare un’autodiagnosi sul proprio stato di salute, al fine di prevenire gli effetti di questa rivoluzione del credito.


L'analisi dei bilanci aziendali è lo strumento essenziale per ottenere il rating di affidabilità bancaria. Dalla normativa di Basilea sono previsti per le aziende diversi parametri di affidabilità bancaria (da azienda estremamente a rischio ad azienda assolutamente affidabile) e la collocazione dell’impresa in uno di questi parametri è data, oltre che dalle risultanze degli indici di natura economico-finanziaria che scaturiscono dall’analisi eseguita sui bilanci aziendali, anche da altri elementi che possono determinare della variabili in più o in meno sul calcolo del rating, quali la storicità del rapporto con l'azienda, i rapporti esterni intrattenuti dall'azienda nel rispetto degli altri istituti di credito, i fatti comportamentali e andamentali nella gestione del credito, etc. 


Ne consegue che una regolare gestione del credito può migliorare il rating prodotto dall’analisi degli elementi contabili dell’azienda così come una irregolare gestione del credito può peggiorarlo; quando un'azienda è in grado di conoscere il suo rating di affidabilità in tempo reale è possibile intervenire sugli elementi finanziari e/o economici che lo determinano per evitare impatti che si potrebbero dimostrare anche devastanti allorquando sarà la banca a valutarlo o peggio ancora lo si paleserà in modo evidente.


Ma volendo vedere l'utilità del controllo del rating aziendale dal punto di vista ottimistico, e dunque nel caso in cui da questo scaturisca un buon livello di affidabilità dell'azienda, questo strumento si dimostrerà parimenti di grande supporto all'imprenditore in quanto potrà far valere le proprie ragioni nel richiedere un miglior trattamento economico da parte della banca che a sua volta, riclassificando nuovamente il bilancio aziendale aggiornato, non potrà far a meno che ridurre i tassi di interesse al cliente rivalutando positivamente tutte le posizioni .


I parametri di Basilea 2 quindi (e dal 1/1/2013 quelli di Basilea 3) hanno imposto alle banche metodi piuttosto severi per la concessione di qualsiasi forma di finanziamento, sia essa finalizzata all'apertura di un credito in conto corrente ( piuttosto che ad un anticipo su crediti ) che ad un vero e proprio finanziamento per acquisto di beni strumentali piuttosto che per riassortimento del magazzino ovvero per ulteriori investimenti su nuove linee produttive o aperture di altre filiali ( in questi ultimi casi le banche richiedono oltre che un buon livello di rating altresì un business plan prospettico che possa avvalorare la bontà del finanziamento ).


Lo schema di concessione dei finanziamenti (e/o degli affidamenti in genere ) è frutto di un calcolo ben delineato fondato più che altro sull'analisi del bilancio e altresì basato su altri parametri di carattere qualitativo che riguardano la storicità dell'azienda (quali precedenti insoluti o disfunzioni sull'utilizzo del credito bancario, qualità del management, settore di attività, etc).

Il calcolo, effettuato con il sistema informatico della banca, resterà memorizzato ed è importante sapere che la richiesta di finanziamento se rifiutata, comporterà l'impossibilità per almeno un anno di richiedere alla stessa banca altri finanziamenti o linee di credito.


Per questo motivo prima di rivolgervi ad una banca è bene sapere qual'è il rating dell'azienda, se vi sono buone possibilità di ottenere il finanziamento e come la banca vorrebbe vedere il vostro bilancio. Nel caso in cui abbiate preparato un business plan, ormai richiesto anche per il rinnovo degli affidamenti ordinari, sarà importante calcolare anche il rating previsto per gli anni futuri previsti nel piano.


La normativa di Basilea 2 fissa solo le linee guida,  lasciando spazio alle banche sulle metodologie e sui processi che porteranno alla definizione del rating purchè siano considerati gli stessi principi di valutazione .

I rating possono apparire con delle lettere oppure possono essere numerici (ad esempio in una scala da 1 a 10, dove 1 è la massima valutazione e 10 indica situazione di default ovvero di insolvenza totale).



 

Il Rating è dunque una classe di merito che esprime una valutazione aziendale ad una certa data in funzione della capacita di un soggetto di far fronte ai propri impegni nel breve e medio tempo ( % di default ); è quindi e un indicatore che si riferisce ad un preciso momento della vita aziendale, pertanto non e statico ma in continua evoluzione e necessita costantemente di verifiche periodiche.


IL CALCOLO DEL RATING PERMETTE AGLI IMPRENDITORI:


• di non trovarsi impreparati ad affrontare la nuova sfida di Basilea 3;


• di conoscere in anticipo come sarà vista dal sistema bancario la propria azienda;


• di potersi confrontare con i principali concorrenti;


• di individuare i propri punti di forza, ma soprattutto di debolezza, sui quali lavorare;


• di comunicare meglio i "valori" della propria azienda;


• di migliorare la propria gestione aziendale.